Le acque, le opere

Gli impianti idrovori più imponenti d’Europa, armoniosamente inseriti nel contesto paesaggistico dell’Oltrepò mantovano.

Le acque hanno nutrito per millenni la terra del basso mantovano, un tempo libera e incontrollata, poi sempre più imbrigliata e condizionata.

L’opera dell’uomo per il controllo e la gestione delle acque si fonde elegantemente con il paesaggio naturale in quelle costruzioni sfoggianti il rosso vivo del mattone generato con la terra dei fiumi. I manufatti centenari delle Bonifiche sono veri monumenti e magnifici reperti funzionanti di archeologia idraulica.

A San Siro, alle Mondine di Moglia, a Moglia di Sermide, a Quingentole si possono vedere gli impianti più grandi d’Europa, realizzati nei primi decenni del 1900, capaci di alzare forzatamente, per mezzo di enormi pompe, le acque dei canali artificiali di bonifica fino al superiore livello del fiume Secchia.

Il Basso mantovano funge da “cul de sac” di un enorme territorio, che coinvolge Reggio Emilia, Modena e Mantova. Da questa condizione deriva la necessità di poter affrontare situazioni in cui enormi volumi di acqua si raccolgono in breve tempo in un piccolo alveo, con il conseguente rischio di esondazione ed inondazione di migliaia di ettari di territorio densamente abitato.

A volte si incontrano antichi manufatti ormai in disuso, conseguenza del mutato assetto idrogeologico territoriale. Sono queste le testimonianze di un lavorìo che non ha mai smesso di impegnare la gente della “Bassa”, dapprima sotto la sapiente guida dei monaci benedettini del Monastero di San Benedetto in Polirone, e poi dall’impegno e dall’organizzazione dei Consorzi di Bonifica.

 

Per informazioni e visite agli impianti idrovori, potete contattare direttamente i relativi consorzi di bonifica: