Le grandi donne della storia: Matilde di Canossa

L’Oltrepò mantovano racconta la biografia di una grande donna: Matilde di Canossa, colei che tenne fra le mani il destino di due imperi. Un viaggio nei luoghi della vita della Contessa Matilde.

Dopo la morte del padre e dei fratelli, la giovanissima Matilde si ritrovò unica erede del patrimonio feudale dei Canossa, di cui faceva parte anche Mantova. Il rapporto tra la città virgiliana e la Contessa non fu facile; il popolo non la amò particolarmente, ma tali sentimenti non furono mai ricambiati da Matilde, sempre molto legata a Mantova. Fu però il contado il terreno più fertile per l’insediamento di comunità religiose che la Contessa favorì grazie a continue donazioni. Oggi splendide tracce del passato ancora si leggono nelle pievi matildiche, concentrate nella zona del basso mantovano. Queste chiesette costituirono punti di transito, fluviali e non, per i pellegrini che si dirigevano verso Roma, spesso divenendo esse stesse mete di pellegrinaggio spontaneo. Solo per citarne alcune: a Felonica, nella punta estrema della provincia di Mantova, si trova una pieve del 1074, dedicata all’Assunta e costruita per volere di Matilde. Non lontano, a Pieve di Coriano, se ne scorge un’altra: è la pieve conosciuta come Santa Maria della Rotta, il cui nome si riferisce probabilmente ad una “rotta” dell’argine del Po di quegl’anni. E ancora: in località Nuvolato sorge una pieve romanica pressoché integra, la chiesa di San Fiorentino, che è oggi purtroppo chiusa per restauri, in seguito al sisma del maggio 2012. Oltrepassando il fiume Secchia, a Pegognaga, si trova la Pieve di San Lorenzo, risalente ai primi decenni del XII secolo, la cui struttura originaria è stata purtroppo snaturata dagli interventi agli inizi del Novecento.

Infine un tour sulle tracce di Matilde non può non comprendere la visita al complesso monastico di San Benedetto Po, luogo in cui nel 1007 Tedaldo, nonno di Matilde, fondò il monastero benedettino di San Benedetto in Polirone, luogo estremamente caro alla Grancontessa, che volle infatti essere sepolta qui.

A pochi metri dal confine con il territorio di Reggio Emilia, sulla strada che da Gonzaga conduce a Bondeno, un cartello indica il luogo dove Matilde passò probabilmente gli ultimi giorni e morì, la corte detta del “Bondanazzo di Reggiolo”, non lontano dal monastero di Polirone. La corte essendo un’abitazione privata, non è purtroppo visitabile.

 

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